PENSIERI E RIFLESSIONI DI DON MARCO BARONCINI
ARCIPRETE EMERITO DI BORGO TOSSIGNANO
Qualcosa di veramente grande!
Si presentava certamente in un modo brillante
e questo, nel mondo in cui si trovava a vivere, era una gran cosa.
Sempre era
vestito a festa, con giacca e cravatta nuove, una macchina tirata a lucido,
secondo la moda del momento. Sapeva parlare e tenere alta la conversazione su
tanti argomenti, che andavano dallo sport, alle macchine, al mercato
finanziario e a qualsiasi cosa che riguardasse il commercio e le ultime
tendenze in fatto di compere e di vendite.
La gente lo riteneva un grande personaggio, ma dentro c’era un grande
vuoto che cercava di colmare in qualche maniera… con la sua brillantezza che
andava raffinando un giorno dopo l’altro.
Alla fine però si accorse che non ne valeva la pena e che la sua
tristezza di fondo non ne traeva di sicuro un vantaggio. Doveva agire su altra
scala, ma dove poteva trovarla? La religione non era più di moda ed il cristianesimo
tanto meno.
Andò allora a parlare da un prete e si accorse che il Signore non
era morto, ma che era vivo in mezzo ai cristiani. “Che devo fare allora?”
“Converti il tuo cuore e credi alla buona
notizia! Il Cristo ha vinto la morte!” Per lui era un linguaggio nuovo,
difficile da capire… quella però era la strada da percorrere.
Don Marco
Baroncini
LE RAGIONI PER CUI CI SONO DIVISIONI A NOI
«O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
Vangelo di Luca (Lc 12,14)
Un tale si fa avanti e presenta a Gesù una questione tra due fratelli: il maggiore dovrebbe dividere l’eredità con il minore, ma non lo fa.
Il minore, per avere la sua parte, va a chiedere l’aiuto a Gesù, perché è un maestro nella fede. Chi meglio di Lui potrebbe dirimere la questione? In Israele, a quei tempi, c’erano tanti rabbini che assistevano volentieri chi aveva delle eredità e doveva dividere i beni con i fratelli. Facevano le divisioni e ricevevano a loro volta in cambio qualcosa come paga.
Gesù con la sua risposta alquanto brusca sembra evadere la domanda, per non lasciarsi coinvolgere.
Indubbiamente il criterio che adopera è diverso da quello dei Rabbini, Lui va a cercare le ragioni profonde del perché in mezzo a loro c’erano tanti che, dividendo le eredità, si comportavano in modo ingiusto
“I criteri, che voi adoperate per le eredità e che avete nel cuore, spesso portano a ingiustizie tra di voi, a divisioni nelle famiglie e a sopraffazioni nei confronti dei più deboli.
Credete di essere i padroni di quello, che il Signore nella sua bontà vi ha dato in uso e invece di ringraziarlo e benedirlo, vi lasciate prendere dalla smania di possedere tutto, per diventare ricchi voi e lasciare gli altri nella povertà e nell’indigenza.”
Per chi ha fede, invece, tutto dipende dalla bontà di Dio. Anche un’eredità la si riceve da Lui, perché è un dono della Sua bontà e del Suo amore. La bramosia di possedere tutto è pericolosa, perché è la figlia primogenita della paura che noi abbiamo di dover un giorno morire, lasciando tutto. Crediamo di esorcizzarla con i beni, che tutto possono darci, ma non la certezza di vivere sempre!
Don Marco Baroncini
Una vita consacrata al Signore
Il due di febbraio, ormai vicino, è la giornata per le persone consacrate al Signore. Hanno fatto della loro vita un dono per tutti in un istituto religioso ed hanno dedicato la loro intera esistenza alla preghiera e al servizio verso i fratelli.
Ringraziamo e benediciamo Dio perché ancora adesso, nonostante tante altre prospettive ben più affascinanti e meravigliose, specialmente in questi ultimi tempi, esistono persone in mezzo a noi, che hanno consacrato l’intera loro vita a Lui, il Signore.

Hanno messo la croce che Cristo ha portato fino alla cima del monte Calvario, non solo come emblema sul petto, ma anche al centro del loro cuore, per essere pronti alla preghiera, all’aiuto e a confortare chi è nella prova e nella difficoltà lungo il suo cammino.
È bello sapere quanto il Signore è importante per ognuno di loro, cosa significa per la loro vita e perché vale la pena fare dipendere l’intera nostra esistenza da Lui, il Cristo che per noi è morto in croce e che per noi è risorto al terzo giorno.. È con gioia grande che molti di loro affrontano i problemi anche di quelli che sono lontani dalla fede, vedono soluzioni agli affanni di chi è nella prova… spendono tanto del loro tempo e delle loro energie per sollevare gli altri da tanti affanni, dolori e sofferenze.
Don Marco Baroncini
LO SPIRITO GUIDA I DISCEPOLI
“Lo Spirito dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.”
Dal vangelo
Ai discepoli Gesù non ha potuto dire tutto, per loro sarebbe stato un peso troppo grande da portare.
È difficile capire che solo la vita donata, è quella che continua per l’eternità. Lui li condurrà tutti verso la verità, li introdurrà allo Spirito.
Lo Spirito arriverà ai discepoli solo dopo la Pasqua di Cristo per far capire loro il grande dono di Dio. Se in te non scatta la scintilla dell’amore, tutto rimane vano.
C’è un’adesione da dare: ascoltare la voce di Gesù e lasciarsi coinvolgere con Lui in questa grande avventura d’amore.
Lo Spirito di Dio annuncia le cose future… non come un mago, che vuole accontentare la nostra curiosità, ma ci farà vedere ciò che vale e
tutto quello che è spregevole davanti a Dio.
Vale dunque la pena giocarci la nostra stessa vita sulla proposta di Gesù, che ci farà capire ciò che rimarrà di noi con tutta l’agitazione
che noi abbiamo dentro.
Gesù ci mostra il vero volto del Padre, perché lo ha glorificato sulla croce… Bisogna fare silenzio dentro di noi, metterci a tacere e potremo
ascoltare quello che ci verrà suggerito. Lui stesso lo proclamerà al nostro cuore.
Don Marco Baroncini
Il mio parroco don Vittorio
Il Signore lo ha chiamato a sé, all’età di 88 anni, quando ormai le forze lo avevano da tempo abbandonato ed aveva dovuto lasciare ad altri la sua piccola parrocchia. Il suo cuore però era rimasto là alla Pace, a Castel Bolognese, dove aveva dato il meglio di sé per tanti anni. Aveva visto i ragazzi crescere, aveva assistito gli anziani, aveva animato feste e gite e per tutti aveva sempre avuto una parola di conforto, nei momenti difficili della prova.Noi suoi parrocchiani dobbiamo ringraziare il Signore perché ce l’ha donato: in lui abbiamo potuto vedere un padre nello spirito, che ci ha guidato nella nostra vita.
Sulla carpetta del suo tavolo c’era la fotografia della mia prima messa. Debbo dire che in fondo mi ha sempre voluto un grande bene.
Si è fatto seppellire nel piccolo cimitero in mezzo ai suoi familiari ed ai suoi parrocchiani.
Quel giorno mi è venuta alla mente la grande frase di Agostino: “Per voi sono vescovo, con voi sono Cristiano…”
Don Marco Baroncini
LA VERA SAGGEZZA
“Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio.”
Da un Salmo
“Ti preghiamo, o Signore nostro Dio, nella Tua bontà e nel Tuo amore verso di noi, donaci un cuore saggio che sappia pulsare al ritmo del Tuo! Possano la nostra mente e il nostro cuore chinarsi su chi è nella precarietà e nell’indigenza, su chi è senza speranza, su chi nel suo cammino è incappato nei briganti, che lo hanno derubato di tutto e lo hanno lasciato mezzo morto sul ciglio della strada.
Dona pace e tranquillità a noi, che ci siamo lasciati trascinare dall’inquietudine di dover possedere tanti beni per acquistare la pace nel cuore. Nel corso della vita abbiamo avuto crisi e dolori, forse perchè non abbiamo mai trovato un po’ di tempo per alzare gli occhi a Te. Donaci lo spirito del buon Samaritano, che sulla strada della sua vita ha incontrato il viandante che era incappato nei briganti. Non lo hanno soccorso né il sacerdote del tempio e neppure il levita, che quel giorno stavamo percorrendo la medesima strada.
Il Samaritano invece si è chinato su di lui, lo ha soccorso e ha pagato per lui l’albergatore. Dona anche a noi, o Signore, un cuore nuovo, capace di aiutare il fratello in ogni suo problema, in ogni sua necessità. La nostra vita diventerà bella è degna di essere vissuta. Nel nostro cuore non ci saranno più ansie e tribolazioni, ma avremo una gioia grande.”
Don Marco Baroncini
Il guado dello Jabbok
Il Signore però, come capita spesso, li aspettava tutti. Uno dopo l’altro, arrivarono al dunque, dove in primo piano dovevano esserci loro e non gli altri.
Successe loro invece come a Giacobbe, quando arrivò al guado dello Jabbok: Tentò allora di scappare da ogni responsabilità; cercò di pagare qualcuno perché lo facesse al suo posto e non trovò nessuno disponibile. Ormai ognuno aveva preso la sua strada. Poi si trovò solo a lottare con Dio. Qui non riusciva a vincere e la sua anca si staccò dal femore. Rimase zoppo per tutto il resto della vita ma imparò a fare la volontà di Dio. Gli venne dato il nome di Israele: sei forte se rimani con Dio.
Don Marco Baroncini
IL PERDONO
Molti glielo avevano detto, ma
per lui era tanto difficile. Non poteva o meglio non voleva perdonare. Per
questo aveva tanto sofferto, ma non voleva desistere: “Un’offesa così grande -
diceva - non me la doveva fare. Tutto avrei sopportato, al di là di questo…
Perché certe cose debbono succedere solo a me? Ve lo immaginate, che, dopo aver
tanto sofferto, tanto lavorato, tanto penato,
arriva qualcuno, ancora giovane e pivello, che non conosce la vita e ti
dice che hai sbagliato tutto e che per fortuna è venuto lui…”
Passò del tempo, degli anni
interi e non volle mai incontrarlo, non volle mai vederlo… Quando parlava con
qualcuno il discorso cadeva sempre su quel punto.
Poi anche per lui venne il giorno del
perdono, quando si incontrarono quasi per caso… lontano da casa. Forse non
valeva la pena continuare su quel tono. Si diedero la mano e si fecero le
reciproche scuse.
Il prete glielo aveva sempre
detto: “Perdona, chiedi l’aiuto del Signore; di sicuro starai meglio!”
Dovette ammetterlo quel povero
prete aveva ragione.
Don Marco
Baroncini
“ANDATE NEL MONDO…”
“Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura!”
Dal Vangelo
Molti glielo avevano detto, ma per lui era tanto difficile. Non poteva o meglio non voleva perdonare. Per questo aveva tanto sofferto, ma non voleva desistere: “Un’offesa così grande - diceva - non me la doveva fare. Tutto avrei sopportato, al di là di questo… Perché certe cose debbono succedere solo a me? Ve lo immaginate, che, dopo aver tanto sofferto, tanto lavorato, tanto penato, arriva qualcuno, ancora giovane e pivello, che non conosce la vita e ti dice che hai sbagliato tutto e che per fortuna è venuto lui…”
Passò del tempo, degli anni interi e non volle mai incontrarlo, non volle mai vederlo… Quando parlava con qualcuno il discorso cadeva sempre su quel punto.
Poi anche per lui venne il giorno del perdono, quando si incontrarono quasi per caso… lontano da casa. Forse non valeva la pena continuare su quel tono. Si diedero la mano e si fecero le reciproche scuse.
Il prete glielo aveva sempre detto: “Perdona, chiedi l’aiuto del Signore; di sicuro starai meglio!”
Dovette ammetterlo quel povero prete aveva ragione.
Don Marco Baroncini
“LA CHIESETTA…”
Era una piccola chiesetta, lontana dal paese, in aperta
campagna.
Là d’Estate si sentiva solo il vanto delle cicale e d’Inverno nessuno
si fermava, perché il freddo vi era pungente, esposta com’era ai quattro venti,
senza più una porta e neppure gli infissi alle finestre.L’avevano
costruita anni prima, quando in quel sito c’era il parco della contessa. Poi la signora era
morta ed anche i suoi figli… gli eredi avevano fatto i loro interessi e venduto
tutto. Solo la chiesetta era rimasta, perché non interessava a nessuno.
Oggi tutto è abbandono e incuria, solitudine e silenzio.
Il viandante, che si trovò a passare da quelle parti, vide la chiesetta e
pensò:
“Allora tutto
era tenuto con proprietà e solerzia. C’erano: i giardinieri, gli operai, le donne che pulivano, il
sacrestano che si curava di tutto l’arredo. I signori erano fatti così; non
badavano a spese per le cose sacre; non c’era giardino o parco che non avesse
il suo angolo religioso.” Oggi tutti
vanno senza fermarsi per la gran fretta. Il parco è boscaglia e la chiesetta è
diventata prima un ripostiglio… poi semplicemente un mucchio di pietre che sta
in piedi per miracolo: il tetto non c’è più e dal pavimento è venuto su un
grande albero che ha rovinato tutto.
Cosa penseranno i vecchi proprietari, che
indubbiamente vedono tutto dal cielo? Forse diranno che siamo matti e, in definitiva,
hanno ragione!
Don Marco Baroncini
"LA PECORA PERDUTA"
La poveretta si era trovata in una brutta situazione. Di lacrime ormai ne aveva versate tante, a motivo di quel figlio che aveva imboccato una brutta strada sbagliata, frequentando cattive compagnie e cercando la pace là dove non era. Disse però che sarebbe stata contenta di versarne ancora, pur di vederlo redento e fuori da tutto quel giro, che di fatto lo prendeva quasi completamente…

C’era pure un bimbo che piangeva, perché non aveva e perché i genitori non gli avevano pagato… le sue lacrime erano alla disperata, ma poi si accomodava e si accontentava, inseguendo un nuovo desiderio, che lo portava a versarne ancora.
Anche il prete piangeva nel suo cuore, perché vedeva tante cose andare alla deriva senza trovare chi si fermava a pregare e ad innalzare il cuore al Signore.
“Perché – mi diceva – tanti non amano più il Signore e vanno a cercare favole belle, nei luoghi più lontani dal Cristo nostro Signore? Perché la morale è stata messa da una parte e la storia ormai è improntata solo ai nostri egoismi?” Il suo era un dramma vero, poi si consolava quando vedeva le meraviglie del Signore, che non aveva risparmiato il proprio figlio e che ancora provvedeva ai suoi che si erano allontanati. Ancora per loro faceva la festa ed invitava il figlio maggiore a partecipare.
Poi c’erano gli insuccessi, le paure, le frane e le guerre… il cuore dell’uomo era ancora ingabbiato. Tanta però era la speranza che si affacciava alla sua porta. Il Signore è misericordioso e cerca ancora la pecora perduta…
Don Marco Baroncini
Il nuovo parroco
Così si rivolgeva al Signore un povero prete, chiamato dal suo vescovo ad andare in un paese nuovo. “Signore dammi ancora la gioia di proclamare il tuo Vangelo!” Probabilmente là c’era chi lo aspettava. Non voleva di certo deludere le loro attese…

Sapeva bene che in tante cose la sua vita sarebbe cambiata. Avrebbe visto persone diverse da quelle che abitualmente aveva incontrato sino a quel momento.
Gli veniva spontaneo in quei momenti di alzare lo sguardo al cielo e diceva:
“Signore, io ti prego, dammi un cuore docile alla tua volontà, perché io possa percorrere la tua strada. Se la mia via non sarà troppo lontana dalla tua, anche il mio popolo potrà vedere la tua gloria, il tuo amore e la tua grande misericordia.”
Di tanto in tanto chiedeva alla Madonna di aiutarlo in questo nuovo compito, perché anche lei aveva ascoltato la parola dell’angelo e si era incamminata verso i monti della Giudea per incontrare Elisabetta e vedere in lei l’opera grande di Dio. Il suo cuore si era così aperto ed aveva cominciato a magnificare il Signore, perché le aveva fatto vedere cose meravigliose.
Il prete al mattino, come prima cosa, entrava in Chiesa e, dopo aver acceso la candela davanti all’immagine di Maria, la pregava per i suoi nuovi parrocchiani…
Diceva allora: “Ancora non li conosco. Ma tu, che sei madre per tutti noi, fammi capire le loro esigenze, illuminami nelle loro aspettative ed infondimi coraggio per annunciare la speranza in mezzo alle difficoltà delle loro vite.”
Don Marco Baroncini
La colomba della pace
Dopo il diluvio Noè mandò fuori dall’arca la colomba, ed essa, dopo qualche tempo, tornò con un ramoscello di ulivo sul becco. Quel ramoscello era tenero e fresco, segno evidente che la terra ormai era asciutta. Il diluvio era finito! Un incubo era cessato!Sul cielo apparve l’arcobaleno! Mai più il Signore avrebbe mandato una punizione tanto grande. Con l’uomo faceva un’alleanza nuova; segno di questa era il suo arco in mezzo alle nubi, lassù nel cielo!
Manda, o Signore, anche a noi la colomba della pace.! Donaci un cuore nuovo capace di amare Te e di condividere con i fratelli le loro ansie, i loro dolori e le loro preoccupazioni. In un mondo teso sempre a nuove lotte e inquinato dalla violenza e dalla sopraffazione nei confronti dei più deboli, manda a noi segno della tua pace e del tuo amore. Possano i nostri occhi guardare sempre verso Te! Possa la nostra mente ed il nostro cuore riconoscere quella pace, che tu vuoi donarci!
Don Marco Baroncini
IL PECCATO DISTRUGGE L’ AMORE
"Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo…" Da una lettura della Bibbia
Tante volte sentiamo qualcuno che dice: “Magari fossi ricco e famoso! Potrei veramente essere felice! Non avrei né problemi e neppure affanni! La mia vita sarebbe una gioia grande! Invece è tutto il contrario. Potrei fare molto per i fratelli.. La mia vita non sarebbe così carica di guai, incoerenze e incomprensioni!"
La vita di tanti di noi a volte è proprio fatta così: l’interessato è sempre l’ultimo ad accorgersi della realtà delle cose, perché vede solo il lato negativo e non si accorge neppure che accanto a quello negativo c’è poi anche quello positivo… Il Signore sempre ci ama!
Siamo fatti in questa maniera: da una parte siamo sempre pronti a scusare noi stessi e il nostro modo di comportarci, dall’altra invece i nostri occhi vedono le cose da una certa angolatura e subito cerchiamo di incolpare e accusare tutti quelli, che ci vivono accanto.
Don Marco Baroncini